Description
Metodo di Produzione
Francesco Clerico lavora con un approccio che rispetta profondamente la vigna:
- Vigneti di Prestigio: Le uve provengono da vigne situate nel comune di Monforte d’Alba, zona celebre per produrre Nebbioli di grande struttura e longevità. Il terreno è composto da marne sant’agata, che conferiscono al vino sapidità e verticalità.
- Vinificazione: La fermentazione avviene in vasche di acciaio a temperatura controllata, con macerazioni che puntano a estrarre l’eleganza del frutto senza appesantire il sorso. L’obiettivo è creare un “piccolo Barolo” da godere anche in gioventù.
- Affinamento: A differenza del Barolo, questo Langhe Nebbiolo effettua un passaggio più breve in legno (spesso botti grandi di rovere esausto) o cemento/acciaio, per preservare la fragranza dei profumi primari ed evitare che l’impronta del legno sovrasti la delicatezza della viola e del lampone.
Profilo Sensoriale
- Colore: Il vino si presenta con un colore rosso rubino scarico, trasparente e brillante, con i classici riflessi aranciati che iniziano appena a fare capolino sull’unghia.
- Olfatto: L’impatto è una danza di piccoli frutti rossi croccanti, come il lampone e la fragolina di bosco. Emergono subito le note floreali iconiche del vitigno: viola mammola e petali di rosa essiccata. Con l’aerazione, il bouquet si arricchisce di sfumature di pepe bianco, radice di liquirizia e un accenno ematico-minerale che richiama le marne di Monforte. La freschezza olfattiva è balsamica e invita immediatamente all’assaggio.
- Gusto: In bocca è una lama di luce. L’ingresso è asciutto e dinamico, caratterizzato da una trama tannica fitta e vibrante, ancora giovane ma già di grana fine, che pulisce perfettamente il palato. La spalla acida è importante, tipica dell’annata 2024, e sorregge un frutto succoso che ricorda la marasca. Nonostante la giovinezza, l’equilibrio tra alcol e struttura è già notevole.
- Persistenza: Finale lungo e sapido, con un ritorno di note agrumate di arancia sanguigna e una chiusura leggermente ammandorlata.
Abbinamento consigliato: Eccellente con i tajarin al ragù di fassona, vitello tonnato della tradizione o una selezione di tome piemontesi di media stagionatura. La sua acidità lo rende perfetto anche per sgrassare piatti a base di funghi porcini.






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