Description
Metodo di Produzione
Questo vino è il risultato di un assemblaggio di diverse piccole vigne situate tra i 550 e gli 800 metri s.l.m. sul versante nord dell’Etna (Randazzo e comuni limitrofi):
- Vitigni: Prevalentemente Nerello Mascalese (circa 80-85%), con una presenza di altre varietà locali a bacca rossa e bianca (Nerello Cappuccio, Alicante, Minnella, Grecanico) coltivate in regime di field blend.
- Vinificazione: Eduardo segue una filosofia di minimo intervento. La fermentazione è spontanea con lieviti indigeni e avviene in vasche di cemento o piccoli tini di legno, con una macerazione sulle bucce di circa 15 giorni. Non vengono effettuate chiarifiche né filtrazioni.
- Affinamento: Il vino riposa per circa 12 mesi in botti di rovere esauste e vasche di cemento. L’uso di legno vecchio è fondamentale: serve a far respirare il vino e a polimerizzare i tannini senza aggiungere alcuna nota vanigliata o tostata che coprirebbe il terroir vulcanico.
Profilo Sensoriale
- Colore: Il vino si presenta con una tonalità rosso rubino scarico e trasparente, quasi luminosa.
- Olfatto: È un’esplosione di mineralità ferrosa e vulcanica. Al primo impatto emergono note di arancia sanguinella, melograno e ciliegia selvatica. Con l’aerazione, il bouquet si complica con sentori di pepe nero, cenere, erbe della macchia mediterranea (timo, origano) e un tocco ematico. È un naso “selvaggio” ma di estrema precisione, dove il frutto è croccante e mai sovramaturo.
- Gusto: In bocca è pura energia. L’attacco è fresco e sapido, quasi salino. Il tannino è graffiante ma nobile, tipico del Nerello Mascalese coltivato su pietra lavica. La struttura è snella, nervosa, dotata di una progressione gustativa che richiama la polvere pirica e la pietra focaia. Nonostante la giovinezza dell’annata 2023, il sorso è già profondo e vibrante.
- Persistenza: Il finale è lunghissimo e asciutto, con un ritorno agrumato e ammandorlato che lascia il palato teso e pulito.
Abbinamento gastronomici: Sublime con tonno scottato al pistacchio o piatti a base di funghi dell’Etna. Eccellente con carni bianche speziate o formaggi semi-stagionati siciliani come il Ragusano. La sua anima “rock” lo rende perfetto anche con piatti di selvaggina da piuma.






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