Description
Metodo di Produzione
Benoît Dinvaut lavora con una cura maniacale per preservare l’integrità del vitigno:
- Terroir: Le uve provengono dai comuni di Pierry e Moussy, caratterizzati da suoli ricchi di selce (focaia) e argille su base calcarea. Questo mix conferisce al Meunier quella spinta minerale e quella longevità che spesso gli mancano altrove.
- Vinificazione: Fermentazione spontanea e affinamento che avviene prevalentemente in piccole botti di rovere (fût de chêne). Il legno non è mai invasivo, ma serve a donare micro-ossigenazione e struttura.
- Il Tempo: Essendo un millesimato 2012, questo vino ha goduto di una sosta sui lieviti estremamente lunga (oltre i 9-10 anni), che ha permesso di trasformare l’acidità vibrante dell’annata in una complessità vellutata. Il dosaggio è minimo (Extra Brut), per non alterare la purezza del vitigno.
Profilo Sensoriale
- Colore: Il vino si presenta con una veste oro antico dai riflessi ramati, molto luminosa e densa. Il perlage è di una finezza estrema, con catenelle di bollicine che risalgono con estrema calma e regolarità, creando una corona (collier) persistente. La tonalità calda è il preludio visivo della ricchezza aromatica tipica del Meunier maturo.
- Olfatto: Un naso di straordinaria ampiezza e complessità. L’apertura è su note di frutta gialla matura (albicocca, prugna mirabelle) e scorza d’arancia candita. Con l’ossigenazione emergono i sentori terziari tipici dell’annata 2012 e del lungo affinamento: frutta secca tostata, miele di castagno e una nota speziata di cannella. Non manca la firma minerale di Dinvaut, che richiama il gesso e una leggera nota fumé.
- Gusto: Al palato è un vino di grande “volume” e masticabilità. L’attacco è potente, quasi cremoso, ma immediatamente sorretto da una freschezza citrina e salina che ne slancia il sorso. Nonostante sia un Extra Brut, la polpa del frutto è così ricca da dare una sensazione di rotondità avvolgente. Si percepisce una struttura “vinosa”, quasi da vino fermo, tipica dei grandi Meunier in purezza.
- Persistenza: Lunghissima e sapida, con un finale che torna su note di mandorla amara e crosta di pane ben cotta.
Abbinamenti gastronomici
Sontuoso con piatti a base di selvaggina da piuma o un filetto di maiale alle mele e prugne, che richiama il frutto del Meunier. Eccelle con un risotto ai funghi porcini e finocchietto o con un Comté stagionato 36 mesi. Perfetto anche con piatti della cucina asiatica come l’anatra laccata.






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