Description
Il Barolo DOCG Rocche di Castiglione 2020 di Ceretto è una delle interpretazioni più aristocratiche e luminose del Nebbiolo, un vino che non cerca la potenza muscolare, ma punta tutto su una complessità eterea e una finezza quasi commovente.
Nasce in una delle Menzioni Geografiche Aggiuntive (MGA) più prestigiose di Castiglione Falletto: le Rocche. Qui, il vigneto si aggrappa a un crinale ripido e stretto, caratterizzato da suoli composti da sabbie gialle e marne siltose che donano al vino un timbro olfattivo unico, giocato su note floreali e minerali di rara precisione. In questo anfiteatro naturale, la famiglia Ceretto pratica una viticoltura biodinamica che mira a preservare l’integrità del suolo e la vitalità della pianta.
Ottenuto esclusivamente da uve Nebbiolo, il Rocche di Castiglione 2020 è il frutto di una vinificazione sartoriale. L’annata 2020, caratterizzata da un andamento climatico regolare e vendemmie serene, ha permesso di ottenere un equilibrio perfetto tra maturità polifenolica e freschezza acida. Il processo di produzione prevede fermentazioni spontanee con lieviti indigeni e un affinamento di circa 30 mesi in botti di rovere di diverse dimensioni, volto a levigare il tannino senza mai nascondere l’anima vibrante del terroir.
Nel calice si presenta con un rosso granato splendente e trasparente, mentre al naso esprime un bouquet magnetico e stratificato, dove la rosa canina e la viola si fondono a note di piccoli frutti rossi, polvere di cacao e una scia balsamica di eucalipto. Al palato è un vino di estrema pulizia: l’ingresso è setoso, quasi sussurrato, ma rivela subito una struttura solida, sorretta da un tannino finissimo e una mineralità ferrosa che ne allungano la persistenza in modo infinito.
Un Barolo che interpreta Castiglione Falletto in chiave poetica e profonda, pensato per chi ricerca l’eleganza assoluta, il dettaglio e una capacità di invecchiamento che sfida i decenni.
Profilo sensoriale
- Colore: rosso granato luminoso e trasparente.
- Naso: rose appassite, violetta, ciliegia marasca, note di liquirizia e sottili richiami minerali e balsamici.
- Palato: setoso, verticale e profondo, con una trama tannica nobile e un finale lunghissimo che ricorda il sottobosco e la terra bagnata.
Abbinamenti consigliati
Un rosso di altissima statura gastronomica, ideale per accompagnare piatti della grande cucina piemontese e preparazioni ricercate.
- Brasato al Barolo (per affinità strutturale)
- Tajarin con Tartufo Bianco d’Alba
- Selvaggina da piuma (fagiano o pernice alle erbe)
- Risotto al fondo bruno e midollo
- Formaggi stagionati (come il Castelmagno d’Alpeggio)






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